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fontana di Bianchi

BIANCHI

STORIA

Ipotesi storiche fanno risalire le origini di Bianchi e delle sue frazioni alla prima metà del 1600, quando una moltitudine di persone si spostò dalla vicina città di Scigliano nel territorio dove ora sorge, epoca in cui l’Università di Scigliano, con tutti i suoi Casali, fu venduta dalla corona spagnola al Principe di Castiglione e conte di Martirano, don Cesare D’Aquino. Questo episodio suscitò indignazione in alcune famiglie sciglianesi da indurli ad abbandonare la città e a stabilirsi alle pendici della Sila, dove possedevano delle terre.


A sostegno di tale ipotesi, pare che nella località Serradipiro esistessero in quegli anni solamente i casini dei baroni Accattatis e quelli delle famiglie Folino e Agazio Bianco, entrambi originarie di Scigliano.

Un’altra ipotesi porterebbe a supporre che tutto il territorio di Bianchi apparteneva alla famiglia Accattatis di Scigliano, che lo avrebbe acquistato dal Demanio Spagnolo e poi suddiviso in appezzamenti e dato in censo ai contadini del luogo.


Una terza ipotesi suppone, invece, che intorno al 1650 il territorio di Bianchi sia stato comprato dal Regio Demanio spagnolo da un insieme di famiglie nobili e potenti del luogo, quali gli stessi Accattatis, i Folino, i Bianco e i Muraca.
 

Gli spostamenti di popolazione si fecero via via più intensi in seguito ad una serie di catastrofi naturali, come il terremoto che colpì Scigliano nell'anno 1638. Intorno ai palazzi degli esuli sciglianesi sorsero i primi villaggi e si organizzò la vita della comunità, dedita principalmente all'agricoltura e all'allevamento del bestiame.

 

Nel 1700, solo due raggruppamenti abitativi potevano definirsi Casali, vale a dire Bianchi e Serradipiro.
 

Il 4 maggio 1811 fu emanato da Gioacchino Napoleone il decreto n. 922 per la nuova circoscrizione delle province del Regno di Napoli con cui l’antica Scigliano fu smembrata in quattro comuni: Scigliano, Pedivigliano, Colosimi, Soveria Mannelli.


Il territorio di Bianchi e dei suoi casali fu accorpata amministrativamente prima al Comune di Scigliano e poi a quello di Colosimi.
 

Il 25 gennaio 1820 da Napoli fu emanato un Regio Decreto portando alcune rettifiche sulla circoscrizione dei Comuni e circondari e gli abitanti degli antichi casali di Scigliano ottennero la completa autonomia amministrativa.

 

Il Comune di Bianchi nel 1820 ebbe già i suoi registri di stato civile, da cui risulta una popolazione complessiva di 1279 abitanti, 13 matrimoni, 28 nascite e 11 morti.


Nel corso del secolo, l’andamento demografico toccò la sua punta massima nel 1852 con 1712 abitanti.


Oggi Bianchi ha una popolazione di 1377 abitanti

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